Vabrona, la Valle delle sorgenti
Pubblicato il 8 Giugno 2021
Una bella domenica trascorsa alla scoperta delle bellezze di un paese, solitamente attraversato di corsa per scendere verso il lago sul quale si affaccia Onno e dal quale si torna per sostare alla nota fontana del ciclista.
Sto parlando di Valbrona.
Un semplice giro ad anello, lo si trova a destra della chiesina di San Rocco, distante un centinaio di metri dalla suddetta fontana, la si vede sulla destra, lungo la strada in direzione Onno.
Dopo la chiesa, sulla sinistra, vediamo una cappella e, poco più avanti, un pannello indica un sentiero erboso che ci invita a percorrerlo, scende diretto a un’altra chiesina, dedicata alla Madonna della Febbre, e s’inoltra nel bosco, l’avanzare è piacevole.
Lungo il sentiero, sulla destra, notiamo un grosso masso sul quale è stata dipinta una Madonna, detta la Madonna del Sasso, un segno votivo di alcuni proprietari le cui case erano state risparmiate da una frana
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Arrivati a un crocicchio incontriamo un gentile agricoltore che ci consiglia di proseguire verso destra. Avanzando, sempre nel bosco, giungiamo a un piccolo ponte, manteniamo la destra, come indicato dall’uomo, il bosco lascia il posto all’aperta campagna.
Veniamo accolti dalla bellezza dei prati nella fioritura d’inoltrata primavera, attraversiamo un gruppo di case, si tratta del piccolo borgo di Caprante, l’atmosfera che permane è avvolta da dolce nostalgia di tempi antichi, li avevo vissuti con gli occhi di piccola bambina, tempi che mostravano la semplicità della vita rurale, non sempre facile e spensierata, ma accettata nella naturalità di quel vivere dei ritmi stagionali.
Gli stretti vicoli accettano il nostro discreto passare, un cane abbaia ma viene richiamato con leggera fermezza.
Proseguiamo, nel nostro avanzare, tra orti e rigogliosi alberi da frutta, l’erba, falciata da poco, spande nell’aria profumo pungente e aromatico.
Risalendo la collina ci inoltriamo di nuovo in un breve tratto di bosco fino a che la vista si apre su verdi prati che scendono verso il lago.
Il panorama è di puro incanto, come un quadro dal vero ritrae il lago, azzurro screziato di bagliori iridescenti, che s’insinua tra verdi promontori digradanti, i quali paiono lambirne le rive.
Attraversiamo i prati, denominati Prato Castello, sui quali sorgono un’antica cascina e una casetta svettante, dalla forma ricorda una torre e, forse lo era stata, in tempi lontani di dominazioni e signorie.
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Risaliamo la collina riprendendo il sentiero. Da qui il meraviglioso panorama ci mostra il lato dell’alto Lario e sullo sfondo le Alpi svizzere.
Procediamo lungo il sentiero, salendo, poco dopo, sulla destra incontriamo due simpatici asinelli al di là di uno steccato, in un luogo boschivo denominato “Paradis di asan”, dove si portavano gli animali nei periodi più caldi dell’anno.
Continuiamo lungo la carrareccia che attraversa il bosco. Sulla destra vediamo un luogo detto Camp di Spin con curiose costruzioni di tronchi e, poco più avanti, sulla sinistra una bella Edicola dedicata alla Madonna.
Un percorso affascinante, inaspettato da fare in ogni stagione dell’anno e ammirarne le mutevoli bellezze.
Per ulteriori dettagli, altri percorsi e curiosità consultate il portale https://www.valbrona.net/
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