ANDREA BARTALI

Pubblicato il 30 Maggio 2012

Bartali premiazione

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Testo e foto di Cinzia Valtorta

Domenica 27 maggio 2012, presso la Sala Monsignor Gandini a Seregno - MI - ha avuto luogo la presentazione del libro scritto da Andra Bartali dal titolo, Gino Bartali, mio papà. il signor Bartali, un gentile signore di altri tempi al quale è difficile definire l'età, ha l'aspetto del nonno saggio con tanta esperienza, degna di essere narrata.
Con la voce pacata e decisa ha risposto alle diverse domande poste dal pubblico (tra i quali spiccavano accaniti Coppiani) e dalla giornalista, Laura Guerra, commentando le diverse diapositive che intanto apparivano.
Ne è uscito un profilo inedito di Bartali ciclista, Bartali uomo e Bartali padre.
Se Gino Bartali fosse vissuto ai giorni nostri sarebbe stato un grande campione, attento alla tecnica, all'allenamento e all'alimentazione. Fu un instancabile e fortissimo corridore, che solo la guerra aveva impedito di vincere il Giro d'Italia. Infatti  appena potè tornare alle gare, l'età delle migliori prestazioni agonistiche era ormai sfiorita.
Fu un uomo coerente, fedele alla sua amata bicicletta e alla famiglia.
Ricevette una bicicletta in regalo nell'età scolastica, per ricoprire la notevole distanza tra la scuola e la casa, un regalo che la famiglia gli fece con molti sacrifici . Da quel momento in poi essa divenne un'amica fedele, le parlava come fosse stata una persona, la custodiva in casa e faceva regolare manutenzione presso un ciclista, il quale gli permetteva di sistemare la propria bici a patto che gli desse una mano anche con le altre biciclette. Infatti divenne un ottimo meccanico e le sue biciclette erano sempre perfette.
Era molto religioso ma aveva un modo tutto personalizzato di rapportarsi al buon Dio. Una delle sue preghiere ricorrenti era quella di chiedere a Dio, in tutte quelle volte in cui fosse caduto durante una gara o un allenamento, di non fratturarsi. E così fu. Cadde molte volte ma non si ruppe mai un osso.
Una domanda curiosa riguardava la sua voce, simile, dicevano, ad un cerchione di bicicletta che rotola, senza coppertone lungo un strada acciotolata. La spiegazione fu un anneddoto molto divertente. Bartali ragazzo, giocando con gli amici durante una giornata d'inverno, lanciò una sfida, quella di essere sepolto sotto una coltre di neve e di resistere più di chiunque altro. I ragazzi guardavano spasmodicamente il tempo che scorreva mentre Gino resisteva stoicamente sotto la neve. Ma gli amici furono chiamati dai propri genitori per rincasare per la cena e si dimenticarono di disseppellire il povero Gino, ancora sommerso dalla neve. Se non fosse stato per la madre che, preoccupata andò a cercarlo, lui sarebbe stato ancora là sotto ad attendere di essere dissepolto, perchè il suo carattere fiero e combattivo non gli avrebbe permesso di cedere per nessun motivo.
Un altro aneddoto curioso riguardava la famosa foto del passaggio della borraccia. Chi passò a chi la borraccia? Fu Bartali a passarla a Coppi o fu Coppi a passarla a Bartali? Gino veniva svegliato perfino di notte, da fans e giornalisti, affinchè rivelasse l'arcano. La risposta fu semplice e geniale. Innanzitutto chiedeva se l'interlocutore fosse tifoso suo o di Fausto Coppi. Se fosse stato tifoso di Coppi lui rispondeva che era stato Coppi a passare a lui la borraccia. Se si fosse trovato davanti ad un suo ammiratore avrebbe risposto che fu lui invece a passarla a Coppi.
Andrea ha parlato a lungo del padre, con affetto, nostalgia e con il rincrescimento per la morte di Fausto Coppi, con Gino avrebbero fatto grandi cose se avessero potuto frequentarsi ancora a lungo.
Al termine della piacevole serata si aveva l'impressione di averla trascorsa con un vecchio amico e nel nostro cuore sentivamo tanta ammirazione e un profondo rispetto per Gino Bartali e tanta nostalgia per quello spaccato di storia italiana che forse non tornerà più.
Anche Andrea Bartali è stato un grande atleta e un ottimo dirigente d'azienda ma non un ciclista. Il padre non gli permise mai di praticare il ciclismo per non sacrificarsi, diceva, come dovette fare lui.
Grazie Andrea, grazie "Ginettaccio" sarete sempre nei nostri cuori

Scritto da ciclistidasempre

Con tag #Andrea Bartali

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