SOLSTIZIO D'ESTATE
Pubblicato il 22 Giugno 2012

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SOLSTIZIO D’ESTATE
Testo di Cinzia Valtorta
Durante questo periodo che va dal 21 al 24 giugno il sole raggiunge la latitudine celeste massima culminando allo zenit, i suoi raggi non cadono dunque perpendicolari ma dritti sulle zone entro la latitudine del tropico del Cancro, il parallelo che interessa il nostro emisfero.
Il 24 giugno si festeggia la festa di S. Giovanni. Secondo le antiche tradizioni in questo periodo si celebravano le nozze tra il sole e la luna. Uno dei monumenti famosi che mostra questo suggestivo effetto è Stonehenge.

I simboli per il sole e per la luna sono il fuoco e l’acqua, in particolare la rugiada, ed erano anche gli elementi utilizzati negli antichi riti. Pensiamo ad esempio ai fuochi di S. Giovanni, accesi durante la notte del 24 Giugno, che propiziavano cose positive. Si bruciavano infatti anche cose vecchie, il fumo prodotto serviva per tenere lontani gli spiriti maligni. Si usava anche far passare il bestiame tra i falò per preservarlo dalle malattie.
Le erbe raccolte durante la notte di S. Giovanni esprimono al massimo i loro poteri. Le erbe da raccogliere durante questa notte è l’iperico, detta anche Erba di San Giovanni, al quale era assegnata la proprietà di scacciare gli spiriti maligni. Ha effettivamente la proprietà di modificare l’umore elevandone il tono, è un’erba infatti molto utile a chi soffre di depressione.
È inoltre utilizzato anche sotto forma di pomata per curare le ustioni perché ha azione cicatrizzanti. Contiene infatti flavonoidi, sostanze antiossidanti, tannini antinfiammatori e antisettici e altre sostanze preziose ed essenziali.
Altre erbe del solstizio d’estate sono l’artemisia, l’erba delle donne, l’erba dedicata alla luna. Infatti ha la proprietà di regolarizzare il ciclo mestruale e di calmare in quel periodo. Regolarizza inoltre la ritenzione dei liquidi e attenua il gonfiore proprio in quei giorni.
C’è poi la verbena, il ribes rosso, la lavanda, il biancospino, il rosmarino.
Per raccogliere la rugiada bisogna stendere un panno sul prato, trascinarlo sull’erba bagnata e strizzarlo in un recipiente per poi sciacquarsi il viso come segno protiziatorio