CICLISTI VEGETARISTI
Pubblicato il 28 Gennaio 2012
Diventare vegetariani, la moda del momento.
Essere vegetariani è la tendenza di molte persone in questi ultimi anni. Molti lo saranno diventati per questioni di salute, altre per mantenere la linea, altre ancora per i richiami culturali e religiosi di questo secolo, altri ancora per il dispiacere verso la morte di molti animali.
Qualunque sia il motivo di questa scelta è comunque rispettabile. Ma forse pochi sanno che diventare vegetariani è uno dei punti cardine per la salvaguardia del pianeta e del buon funzionamento del corpo umano.
Innanzitutto parliamo un po’ di noi, osserviamoci bene e chiediamoci: il corpo umano è più adatto ad una dieta vegetariana o carnivora?
Partiamo dalla nostra struttura anatomica, quella più esterna, ovvero le mani e la bocca. I nostri denti sono molto adatti a masticare sostanze vegetali, lo rivelano i nostri grossi molari, fatti per triturare le fibre. Non possediamo denti aguzzi, tipici dei carnivori, atti a lacerare la carne. Infatti i carnivori non masticano il cibo, si limitano a lacerare lembi di carne e a inghiottirli interi, non li masticano, non muovono le loro mascelle lateralmente, come facciamo noi.
Guardiamo ora le nostre mani, prive di artigli aguzzi ma dotate invece del pollice opponibile, più adatto a coltivare e raccogliere frutta e verdura che a catturare e uccidere le prede.
Ora guardiamoci dentro, nel nostro stomaco. Per digerire la carne dobbiamo produrre succhi gastrici molto forti, ricchi di acido cloridrico. Ma per quanto i nostri succhi gastrici siano potenti non lo sono quanto quelli dei carnivori, almeno venti volte più forti dei nostri. Quando poi il cibo digerito passa nell’intestino deve fare un lungo tragitto affinchè i nutrienti siano assorbiti dall’organismo.
Il tratto intestinale dei carnivori ha una lunghezza pari a tre volte il loro corpo. Il nostro e quello degli erbivori è lungo almeno dodici volte. Questo implica un tempo di percorrenza e di permanenza più lungo.
Uno degli organi maggiormente colpiti da un’alimentazione eccessiva a base di carne è il rene. Il rene è un filtro meraviglioso, purifica il sangue e i liquidi corporei, che prima di essere smaltiti vengono riciclati quanto più possibile, ma se riceve un sovraccarico di tossine viene sottoposto a un lavoro molte volte maggiore alle sue possibilità. Finchè si è giovani il rene può sopportare tutto questo stress, ma con il passare del tempo si va incontro a disturbi e malattie che colpiscono quest’organo. Inoltre il rene ha il compito di controllare la pressione arteriosa, mettendo in circolo con il sangue un ormone specifico, la renina. Con l'andare del tempo le sue funzioni possono venire alterate ed ecco uno dei motivi per cui la pressione arteriosa, da una certa età in poi, può modificarsi con gravi conseguenze.
Un’altra parola che ci fa preoccupare è “colesterolo”. Il nostro corpo non può elaborare una dose eccessiva di grassi animali, al contrario dei carnivori che ne possono sopportare una dose quasi illimitata. Un esperimento condotto sui cani illustra bene questo processo. Per due anni, ad un gruppo di cani furono aggiunti circa 2 etti di grasso animale alla loro dieta quotidiana. Ciononostante non furono registrati cambiamenti nel tasso di colesterolo del loro sangue.
Quando noi eccediamo invece nel consumo di grassi animali il nostro organismo deposita i grassi, riuniti in placche, all’interno delle arterie restringendone il lume, cioè il diametro e provocandone così l’indurimento, detto anche aterosclerosi e impedendo il normale flusso di sangue verso il cuore e il cervello.
Un’altra prova che dimostra che il nostro intestino non è adatto ad assimilare carne è la relazione tra il cancro del colon e una dieta ricca di carne, particolarmente se ci facciamo mancare le fibre vegetali, a causa del transito ulteriormente rallentato del cibo digerito, dove le tossine hanno tutto il tempo per provocare i loro effetti dannosi.
La carne, mentre viene digerita, produce steroidi metabolici con svariati effetti negativi, quando in eccesso, come l’aumento della glicemia, aumento del catabolismo delle proteine con rallentamento dello sviluppo nei bambini, osteoporosi per l’aumento dell’attività di riassorbimento osseo…e qui ci fermiamo poiché non è questo il sito per approfondire l’argomento ma solo per dare qualche informazione in merito.
A proposito dei bambini, ci si è dimenticati del vecchio detto che “i bambini possono mangiare la carne dopo che sono spuntati i canini”
Il nostro organismo è una "macchina perfetta" e, proprio per tale motivo, deve svolgere accuratamente il proprio lavoro di assimilazione dei nutrienti e, dopo questo lungo processo metabolico, di espulsione delle scorie.
Ogni volta che introduciamo alimenti che il nostro organismo non riconosce questi lo destabilizzano. A causa del mal assorbimento e cattivo metabolismo si verificano, di volta in volta, manifestazioni tutt'altro che salutari, con disturbi che si manifestano nel tempo, in base alla capacità di reazione di ogni organismo, come obesità, diabete, calcolosi, dispepsie ( difficoltà digestive e di assorbimento dei nutrienti) ...aiutoooo!! ecc.
SALVIAMO LA MUCCA
Un’alimentazione vegetariana più diffusa può contribuire alla salvaguardia del pianeta.
Innanzitutto i terreni coltivabili sarebbero più disponibili per le colture di cereali e vegetali destinati all’alimentazione umana, non sarebbero continuamente sfruttati per la produzione di mangimi e per i pascoli. Infatti gli erbivori sono degli eccellenti diserbanti e impoveriscono il terreno dove pascolano.
Ma i bovini si cibano anche di resti provenienti dai terreni coltivati (es. la pellicola del riso, le cime di canna da zucchero, stoppie, erba ecc.), ovvero tutte sostanze che non servono all’alimentazione umana.
Inoltre una mucca viva rende molto di più di una mucca morta, producendo abbondante quantità di cibi ad alta qualità e ricchissimi di proteine (è sufficiente ricordarci delle famose “quote latte” per comprendere la sovrabbondanza di alimenti), milioni di litri di latte, di chili di formaggi di ogni gusto e qualità, di burro.
"ERBIVORI" CELEBRI"
QUANTO PESA UNA BISTECCA?
La produzione di carne ha costi eccessivamente elevati.
Da una cronaca degli anni 70 degli Stati Uniti, (tra i più grandi produttori e consumatori di carne al mondo), l’USDA, il Dipartimento dell’Agricoltura acquistò 100 milioni di dollari di carne bovina in eccedenza per il programma alimentare delle scuole. Nello stesso periodo in Europa Occidentale si spese mezzo miliardo di dollari per acquistare carne in eccedenza prodotta dagli allevatori, altrettanto denaro fu speso per immagazzinarla.
Senza contare i milioni di dollari spesi per pagare gli ispettori che si accertano della buona salute del bestiame da macello, ovviamente a carico dei cittadini.
Sempre da cronache degli anni 70 il Governo americano garantiva migliaia di dollari agli allevatori di bestiame (si parlava allora di 350 mila dollari) e solo 20 mila agli agricoltori.
La musica non è certo cambiata ai giorni nostri.
Se la vediamo dal lato dell’ambiente c’è davvero da preoccuparsi. Il degrado ambientale causato dalla macellazione del bestiame è notevole (la degradazione del suolo, l’uso delle risorse idriche, la loro contaminazione da liquami della macellazione, inquinamento atmosferico) è riscontrabile solo in periodi lunghi, dopo che il danno è già stato fatto.
Il danno non è solo all’ambiente. La coltivazione globale di cereali è destinata, all’80%, all’allevamento del bestiame. I terreni, forzati a far crescere grandi quantità di cereali, perdono la loro biodiversità, sono condannati all’inaridimento anche a causa della deforestazione per creare nuovi terreni agricoli, (si veda la deforestazione causata alla Foresta Amazzonica in un’estensione pari a due volte il Portogallo). L’80% dell’esportazione dei bovini è avvenuta in questa zona.

