COPPI E BARTALI
Pubblicato il 23 Giugno 2011
FAUSTO COPPI – GINO BARTALI
Fausto Angelo Coppi nasce a Castellania, in provincia di Alessandria, il 15 settembre 1919 in una famiglia di modeste origini. Trascorre la vita a Novi Ligure, prima in viale Rimembranza, poi a Villa Carla sulla strada per Serravalle. Poco più che adolescente è costretto a trovarsi un lavoro come garzone di salumeria.
Per hobby scorrazza qua e là su di una rudimentale bicicletta regalatagli dallo zio.
Nel luglio 1937 disputa la sua prima corsa. Il tracciato non è facile, anche se si svolge tutto in prevalenza da un paese di provincia all'altro. Purtroppo a metà gara è costretto a ritirarsi poiché una gomma si sgonfia inaspettatamente.
Mentre Coppi pensa al ciclismo sopra la sua testa scoppia la seconda guerra mondiale. Militare a Tortona, Caporale della terza squadra di un plotone in quadrato nella compagnia agli ordini di Fausto Bidone, viene fatto prigioniero degli inglesi in Africa, a Capo Bon.
Il 17 maggio 1943 viene internato a Megez el Bab e poi trasferito al campo di concentramento di Blida, nei pressi di Algeri.
Fortunatamente esce incolume da questa esperienza e, una volta tornato a casa, ha modo di riprendere i suoi allenamenti in bicicletta. Il 22 novembre 1945, a Sestri Ponente, si unisce in matrimonio con Bruna Ciampolini, che gli darà Marina, la prima dei suoi figli (Faustino, nascerà in seguito alla scandalosa relazione con la Dama Bianca).
Poco dopo, qualche osservatore, convintosi del suo talento, lo chiama alla Legnano, che diventa di fatto la prima squadra professionistica a cui prende parte insieme all’amico e rivale Gino Bartali la cui carriera venne altrettanto interrotta dalla seconda guerra mondiale. Con le loro gare, che parevano proprio delle battaglie, i due “scrissero” memorabile pagine di storia del ciclismo italiano. In seguito Fausto Coppi difenderà i colori delle seguenti squadre: Bianchi, Carpano, Tricofilina (alle ultime due abbinò il proprio nome). Alla fine del 1959 si lega alla S. Pellegrino.
Atleti solidali, Coppi e Bartali divennero l’emblema del sano spirito sportivo nella famosa scena del passaggio della borraccia, durante il Tour de France del 1952
Al primo anno di professionismo, arrivando con 3'45" di vantaggio nella tappa Firenze-Modena del Giro d'Italia, Coppi conquista una vittoria che gli consente di smentire le previsioni generali che volevano Gino Bartali vincitore della corsa rosa. A Milano in rosa giunse infatti lui, Fausto Angelo Coppi.
Il Campionissimo del ciclismo, vinse 110 corse di cui 53 per distacco. Il suo arrivo solitario sui grandi traguardi era annunciato con una frase, coniata da Mario Ferretti in una famosa radiocronaca dell'epoca: "Un uomo solo al comando!" (a cui Ferretti aveva aggiunto: "[...], la sua maglia è biancoceleste, il suo nome Fausto Coppi!").
Il grande ciclista si aggiudicò due volte il Tour de France nel 1949 e nel 1952 e cinque volte il Giro d'Italia (1940, 1947, 1949, 1952 e 1953) ed entrò nella storia per essere uno dei pochi ciclisti al mondo ad aver vinto Giro e Tour nello stesso anno (tra cui ricordiamo anche Marco Pantani, 1998).
Fausto Coppi è morto il 2 gennaio 1960 per una malaria contratta durante un viaggio in Alto Volta e non diagnosticata in tempo, che gli stroncò la vita a soli 41 anni.
Invece la carriera di Bartali fu una delle più lunghe e gloriose che la storia del ciclismo ricordi: dal 1935, anno in cui si laureò campione d’Italia, fino al 1954: 27 anni sempre in sella e sempre con lo stesso entusiasmo, fu infatti soprannominato “l’intramontabile”.
Nacque il 18 luglio 1914 a Ponte a Ema (Firenze). Sposato con Adriana, ha avuto tre figli: Andrea, Luigi e Bianca. Salito in sella alla bici per la prima volta a tredici anni, Gino Bartali iniziò a correre insieme al fratello, che purtroppo morirà in un incidente nel 1936, come il fratello di Fausto Coppi, Serse, morto in una disgrazia.
Uomo di gran cuore e di indimenticabile schiettezza, semplice nel senso più alto del termine, profondamente amato per la sua purezza (come quando ai funerali commemorò il rivale Coppi con straordinaria intensità), Bartali si è spento il 5 maggio 2000. Quel giorno centinaia di persone arrivarono da ogni dove per rendergli omaggio


