SPAZIO PANTANI
Pubblicato il 25 Agosto 2012
Testo e foto di Cinzia Valtorta
Venerdì 24 Agosto 2012 è una data che non dimenticheremo. Il Ciclista da Sempre Eugenio Caldera, nonché abile ritrattista, ha ormai pronto uno dei suoi capolavori, il ritratto a Marco Pantani, da consegnare alla signora Tonina, madre del grande campione, presso il museo a lui dedicato, lo Spazio Pantani, dove poi il quadro sarà esposto.
In cinque partono per la missione, i fantastici cinque di seguito elencati:
Eugenio Caldera
Alessandra, moglie di Eugenio,
Cinzia, Ciclista da Sempre, socia di Eugenio,
Carlo Ottolina, titolare dell’omonima e rinomata azienda di prodotti a base di miele, e patron di Ciclismo in Rosa
Andrea Ottolina, figlio di Carlo.
Carlo, con tanta generosità e abilità automobilistica, ha messo a disposizione il proprio mezzo di trasporto. Partenza ore 5 in punto da Cabiate diretti a Cesenatico. Questa è la settimana del Meeting di Rimini, ma i grandi della politica hanno già fatto la loro presenza, dunque il traffico è scorrevole e il viaggio procede senza intoppi.
Si fa una sosta presso l’azienda Praconi, a San Mauro Pascoli, provincia di Forlì, produttori di miele, ormai famosa ovunque. Una piccola e orgogliosa realtà imprenditoriale che da padre in figlio si tramandano l’abilità di raccogliere il nettare degli dei, il prezioso miele, frutto dell’instancabile lavoro delle api, meravigliose creature che, con tenacia e collaborazione sanno fabbricare una sostanza non solo buona ma così ricca di preziosi nutrienti da essere addirittura un medicamento.
Miracolo della natura sono le api, i loro minuscoli corpi sono veri laboratori alchemici, essendo in grado di trasformare il nettare dei fiori nel prezioso alimento e non solo. Dal lavoro delle api si ricava la cera, la pappa reale, la propoli, il polline. Ognuno di questi prodotti può avere molteplici utilizzi. Perfino il loro veleno ha proprietà curative contro le malattie reumatiche. Inoltre sono responsabili dell’impollinazione all’ottanta per cento di tutte le piante e i fiori del pianeta. Insomma la loro importanza è tale da arrivare a far dire ad Einstein la famosa frase: “se le api morissero all’uomo resterebbero solo 4 anni di vita sul pianeta”.
Salutata la famiglia Praconi ripartiamo alla volta di Cesenatico. Facciamo una breve visita alla tomba dedicata alla famiglia Pantani, dove riposa il grande campione, Marco. Molti sono coloro che gli hanno voluto bene e ancora ne apprezzano le doti, di ciclista e di uomo. Un fortissimo corridore ma anche un ragazzo semplice, affezionato alla famiglia, agli amici e alle proprie passioni, non solo ciclistiche.
Lasciamo un saluto scritto vicino alla tomba e ci rechiamo adesso al museo allestito presso la stazione di Cesenatico dove, di lì a breve, incontreremo la signora Tonina, la mamma di Marco Pantani, grazie alla quale il museo è diventato una realtà. All’ingresso ci accoglie la nipote della signora Tonina che ci permette di fare una breve visita al museo.
Sono tante le testimonianze dell’abilità ciclistica di Marco, filmanti di gare, articoli di giornale sulle sue vittorie, le maglie indossate, le biciclette e i numerosi quadri che aveva personalmente dipinto, forse non propriamente belli dal lato artistico ma suggestivi per il loro significato, scrigni che racchiudono un’anima libera ma anche sofferente.
E proprio di sofferenza parla una testimonianza all’ingresso del museo, una lettera, scritta di suo pugno, esposta in formato gigante come per esprimere tutto il proprio dolore per quelle vicende che l’avevano coinvolto nella triste storia del doping che ne ha poi decretato la fine.
Una lettera sincera, disperata, di abbandono da parte di coloro che l’avevano spinto a dare tanto ma anche una denuncia ferma e dignitosa contro il sistema che non si accontenta del vero talento e della reale forza dei corridori ma che vuole l’impossibile, che vuole scommettere sulla vita delle persone come sulle corse di cavalli.
Che vinca dunque non il migliore, ma la migliore sostanza, intruglio diabolico che spreme un fisico oltre il limite della propria forza, oltre il limite della vita, oltre…dove volano solo le cifre da capogiro, quelle che non vedranno mai coloro i quali hanno datto la vita per questo.
E poi arriva la signora Tonina, la mamma di Marco Pantani. Di lei colpiscono subito gli occhi, così simili a quelli del suo caro Marco, aperti, sinceri. Una splendida donna di mezza età, solare come la sua terra, la sua amata Romagna, ma anche decisa e dignitosa.
Contempla il quadro che Eugenio le porge e resta sbalordita per la somiglianza con Marco, sembra di averlo lì accanto, tanto che si commuove e ne è felice allo stesso tempo. Anche sul viso di Eugenio si dipinge la felicità di aver allietato la signora Tonina con la sua opera. Subito Tonina vuole essere fotografata accanto all’artista e al suo Marco che da adesso in avanti farà bella mostra nel museo dedicato a Marco Pantani.
La signora Tonina racconta delle battaglie legali che ancora deve sostenere per quella triste vicenda. In lei c’è una forza strepitosa nel voler sostenere la verità. La stessa forza che portava Marco a vincere le gare.
Ci tratteniamo piacevolmente a parlare mentre prendiamo un caffè. La signora ci parla anche degli altri suoi figli, dei problemi che i giovani d’oggi devono affrontare e di altre cose che riguardano ogni donna e madre, non solo un’imprenditrice.
Dopo un commiato ancora carico di gioia ci ripromettiamo di vederci l’anno prossimo, in occasione della Pantanissima 2013, la manifestazione ciclistica realizzata in onore di Marco Pantani. Anche il nostro blog avrà cura di riportarne gli aggiornamenti.
Noi Ciclisti da Sempre e Ciclismo in Rosa ci saremo, vi aspettiamo numerosi, anche per una visita allo Spazio Pantani.