PANE E FAVOLE
Pubblicato il 2 Maggio 2014

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Testo e foto di Cinzia Valtorta
Mi piacerebbe scrivere la storia di una donna che abita in una casa solitaria su un'altura erbosa. Da un lato c'è la montagna, dall'altro il mare. Sotto di lei un'alta scogliera. Parrebbe una vita solitaria, la sua, unico suono lo sciabordio delle onde o l'ululare del vento.
In realtà la sua casa è sempre frequentata. In molti arrivano a farle visita, ascoltano le sue storie e assaggiano il suo pane, uno dei migliori che sia stato fatto.
Si dice che quando non ci sono visitatori la sua casa sia frequentata da fate, elfi e altre creature elementali.
Entrando nella casa ci si trova in una grande cucina. Appoggiato alla parete nord, dal lato della montagna, un forno a legna per cuocere il pane. Al centro un grande tavolo che ospita circa una decina di persone. Poi una grande e bella stufa a legna, un ampio lavello e un comodo piano di lavoro. Una capiente credenza è appoggiata alla parete sud, dal lato del mare.
L'aspetto è caldo, accogliente. La sala accanto ha una grande vetrata, un bovindo. L'ingresso è rivolto a est, la vetrata nella sala ovest. Una stufa in maiolica decorata riscalda piacevolmente l'ambiente. Lungo la parete sud si trova un pianoforte da studio. Lo suona un uomo che frequenta la casa. La sua musica è speciale, le note dei brani emettono onde sonore capaci di curare e riparare cose, animali, persone.
Raccontano che durante la notte lo strumento si accordi e si ripari da solo.
Lei trascorre gran parte della giornata all’aperto, nel giardino e nell’orto, occupandosi delle sue piante e fiori. Coltiva un po’ di tutto e quello che prepara è nato e cresciuto lì.
L’orto è grande e ben suddiviso. Si percorre un sentiero e si arriva ad un grande spiazzo erboso dove ci sono le coltivazioni. Ci si inoltra in una selva di pomodori, per approdare in un sottobosco di lattuga e cicorino. Le zucchine timide mostrano all’alba i loro meravigliosi fiori gialli. E poi ancora, patate, cipolle, sedano, aglio, legumi, cespugli di rosmarino e una gran varietà di altre erbe aromatiche, tra le quali il profumato basilico.
Più in là si vedono alcuni alberi da frutto, albicocche, pesche, fichi, uva, pere.
Lei si aggira tra le piante con la leggiadria di una fata, accarezzandole, parlando dolcemente, togliendo qualche erbaccia.
Un torrente poco distante scende dal pendio del bosco canticchiando allegramente. Un po’ della sua acqua fresca e pura disseta il rigoglioso orto.
Poi il bosco è ricco di prelibatezze, erbe, fiori, bacche, radici, preziosi elementi anche per magiche pozioni.
La luce della sera getta ombre incantate sul luogo verdeggiante, pace e beatitudine regnano incontrastate e nell’aria si diffondono mille aromi speziati e corroboranti.
Siamo saliti da poco a farle visita, facciamo ancora in tempo a visitare il suo orto incantato prima che scenda la sera gettando il suo manto scuro su tutto quanto.
L’aria è fresca e frizzante, si avrebbe voglia di rientrare nel tepore della casa ma ci attardiamo ancora qualche istante per poter assaporare fino in fondo il magico elisir di profumi.
Il tempo di riscaldarci pochi minuti nel calore accogliente della casa e la cena è pronta. Un profumo invitante ci avvolge, quel profumo di calda e gustosa minestra che le mani esperte delle nonne solevano preparare, avevano sempre un ingrediente magico che le rendeva ancora più gustose. E il profumo non tradisce il sapore, ricorda proprio la buona minestra della nonna, quella che un tempo era davvero genuina. Il calore e il sapore ci avvolgono, ci penetrano, aiutano a sciogliere un ultimo residuo d’ansia che può essere rimasto in un luogo tanto incantato.
https://www.youtube.com/watch?v=r9NRJsh5AT4 Loreena McKennith - Beneath a Phrygian Sky
Chi è l’uomo che suona il piano? Mi ha colpito dalla prima volta in cui l’ho visto. Quando sono entrata nella casa stava suonando La Sonata al chiaro di Luna di Beethoven (https://www.youtube.com/watch?v=5-MT5zeY6CU). Le note dolci e malinconiche mi hanno subito rapita, ipnotizzata, mi sentivo quasi galleggiare in un luogo senza spazio, né tempo. Poi l’ingresso degli altri ospiti mi hanno riportato in quella realtà. Mi sono scossa da quella situazione strana in cui ero sospesa, la sensazione era di avere attorno a me qualcosa di eterico che mi avvolgeva e compenetrava. Nonostante ciò non mi ero spaventata, mi sentivo bene in quella breve esperienza, come se sapessi che non c’era nulla da temere perché nulla mi sarebbe stato fatto di male
Occhi verdi di sottobosco si sono voltati verso di me, quasi che sapessero che avevo preso un po’ di quella strana energia. Lo sguardo mi ha sorpresa ma per nulla imbarazzata, mi comunicava che il mio gesto non era stato una ruberia, ciò che avevo ricevuto era stato semplicemente un dono.
Ci siamo accampati vicino alla casa, nel grande prato fiorito. Non avevo sonno, così ho pensato di uscire dalla tenda e sedermi accanto all’entrata, godendomi lo spettacolo incommensurabile della notte stellata. La luna era già alta e non disturbava la visione offerta dalle stelle. Rapita nella ricerca dell’orsa minore, del grande carro, della cintura di Orione mi sono accorta in seguito di due figure che si muovevano di fianco alla casa. Si stavano dirigendo verso i bordi dell’altura, come per osservare il mare. Nelle due figure ho riconosciuto poi la donna e l’uomo del piano. La loro vista ha catturato il mio sguardo, non riuscivo a distogliere l’attenzione da loro due. Camminando uno accanto all’altra pareva che si muovessero insieme, in perfetta armonia, come se stessero danzando e i loro piedi non appoggiassero sul terreno. Credevo ad un’allucinazione ma non potevo accertarmene per via dell’erba del prato che nascondeva i loro piedi. Nella mia testa è sorto il pensiero di due anime antiche che finalmente si erano incontrate.
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PANE FATTO IN CASA - Blog di ciclistidasempre
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